Statue Coperte – Intervento del Presidente Nazionale

Statue coperte

A un suo fan che invocava “Fuori gli imbecilli!” Charles de Gaulle rispose: “Amico mio il vostro è un programma TROPPO ambizioso!”

Basterebbe questo per commentare l’accaduto, ma purtroppo oggi è necessario proporre qualche altra riflessione.

Ammettere che i nudi dei nostri capolavori possano essere colpevolizzati e sostanzialmente concordare con questa interpretazione significa manifestare un analfabetismo culturale.

Certo abbiamo avuto Daniele Ricciarelli da Volterra, detto Il Braghettone e la pletora di religiosi più o meno paranoici e sessuofobici del 5/600, ma li abbiamo appunto superati: il restauro della Sistina docet.

Il Governo, in quanto tale, sembra debba essere assolto perché le opere coperte sono di competenza della Soprintendenza Capitolina e non di quella statale.

Al di là delle conoscenze giuridiche e manageriali, e prima di esse, per essere un buon commìs pubblico occorre cultura e, intelligenza, che evidentemente latitano da quelle parti.

Quando si va ospiti da qualcuno occorre rispettare le sue abitudini ed usanze. E anche oggi, per la verità, quando le nostre autorità si recano nei vari Paesi adottano questa elementare norma di buona educazione.

Basti ricordare che i governanti cattolici si coprono il capo in Sinagoga (l’esatto contrario di quanto saremmo portati a fare) e si tolgono le scarpe in Moschea.

Corollario di ciò è che hanno buon gioco i mussulmani a dispreggiarci e a considerarci animali (per essere precisi: maiali, gli infimi tra gli animali) dato che noi stessi disprezziamo la nostra cultura e le nostre radici e siamo disposti a rinunciarci in ogni momento per quello che, sostanzialmente, è un atteggiamento di inferiorità psicologica e di vassallaggio codardo mascherato da rispetto.

Giuseppe Musmarra scrive su L’Huffington post (http://www.huffingtonpost.it/…/i-nudi-coperti-dei-museicapitolini) : “Però coprire le statue dei musei capitolini, coprire e simbolicamente rinunciare alla nostra arte e alla nostra cultura,  abdicare a ogni principio di laicità, è la capitolazione di un Paese, è una figuraccia nazionale e mondiale che nessun cittadino italiano meritava, che nessun affare giustificava, che nessuna politica di dialogo imponeva. Si può dialogare. Si deve. Ma è possibile farlo nella dignità. E spacciare questo marchiano errore con un presunto “rispetto per la cultura persiana” non regge. La cultura persiana, fucina di arti e tolleranza, qui non c’entra nulla. Piuttosto, si è voluto cedere di fronte alla cultura intollerante dell’integralismo, che è tutt’altra cosa”

Come non convenire? Cari amici, spetta anche a noi difendere la nostra cultura e con essa la nostra dignità di Popolo e di Nazione.

Il nostro ruolo di volontari deve essere diretto non solo a tutelare materialmente i beni culturali e a difenderli dalla mala gestio, ma anche a diffondere i principi e valori sottostanti ad essi: i BBCC sono testimonianza materiale avente valore di civiltà.

Se non difendiamo assieme ad essi la civiltà di cui rappresentano un valore, che senso ha proteggere dei pezzi di marmo o degli aggregati di mattoni?

Ricordiamoci, nel nostro impegno, anche di questa missione oggi più che mai essenziale.

 

Il Presidente Nazionale

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