Caravaggio e la pittura del Seicento e Settecento

1Nelle Gallerie del palazzo Zevallos Stigliano, si può ammirare un’antologia in grado di tratteggiare, per grandi linee,  un profilo delle vicende salienti della pittura a Napoli nel corso del Seicento al Settecento e dalla svolta naturalista impressa dall’arrivo a Napoli di Michelangelo Merisi, il Caravaggio nel 1606, fino ai fasti del periodo borbonico.

Dal tragico Martirio di sant’Orsola, capolavoro estremo dello stesso Caravaggio (1610), alla cruenta Giuditta decapita Oloferne , attribuito al fiammingo Louis Finson da un dipinto, andato perduto, sempre del Merisi; dalla Sacra famiglia con san Francesco d’Assisi del romano Angelo Caroselli al Sansone e Dalila prodotto dall’atelier napoletano di Artemisia Gentileschi; dalle raffinate scene bibliche di Bernardo Cavallino e dal San Giorgio di Francesco Guarini fino alla potenza del naturalismo ispirato al Ribera;  dall’Adorazione dei Magi del misterioso maestro dell’annuncio ai pastori e dal Tobia ridona la vista al padre di Hendrick De Somer , (Enrico il Fiammingo) (foto).

Il monumentale Ratto di Elena di Luca Giordano e l’opulenta Agar e Ismaele di Francesco Solimena introducono alla fase più alta del barocco.

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