Madre, sorella, sposa e …

IMG_3218rUn’interessante viaggio tra le mille sfaccettature e peculiarità del gentil sesso, di cui Lello Russo ne è stata la voce narrante. La sua voce poliedrica ha incantato la platea con diversi canzoni e poesie tratte perlopiù dai grandi autori della tradizione popolare napoletana: Pino Daniele, Raffaele Viviani, Roberto De Simone, Eduardo per citarne alcuni. Lello Russo per l’occasione si è trasformato da menestrello per cantare canzoni che sono storie di donne, recitare poesie e monologhi teatrali.

Le donne che sono vittime, e poi rivoluzionarie, brigantesse, le donne che sono furbe e sanno “mpapucchiá” gli uomini, le donne furbe, scaltre. Insomma la donna del sud, in particolare nella tradizione napoletana, che da sempre dimostra di avere una marcia in più. E così passando da “Donna Cuncetta” (ritratto archetipo della vecchierella napoletana dolce, ma anche sfacciata) a “Maddalena”, e poi a una versione napoletana di “Bocca di Rosa” di Fabrizio De André, e ancora la famosa “Lili Marlene” divenuta celebre durante la seconda guerra mondiale. E come non citare la bellissima “Nun te scurdà”, un pezzo dal profondo significato (lo sfogo di una prostituta che osserva con occhio critico le altre donne che tendono ad escluderla). Non sono mancate le risate con il pezzo “Attenti alle donne” di A. Gill.

Il bravissimo Lello Russo è stato accompagnato alla chitarra con melodici suoni dal maestro Ciro Rea e dalle movenze di Rita Furia. A seconda dei pezzi infatti, Rita ricorre alla rappresentazione di figure dall’immagine suggestiva attraverso anche l’utilizzo di colorati foulard . I dipinti di donne di Agnese Claudia Masucci creano un’atmosfera delicata e poetica e fanno da perfetta cornice a una rappresentazione dove si fondono musica e danza.

Lello Russo ha sottolineato  l’importanza di uno spettacolo strettamente legato alla donna che ne evocasse l’energia ed anche la mitologia, poiché come egli stesso sostiene: “La nostra cultura volenti o dolenti è matriarcale. La donna trasmette sale, fuoco, sole ”.Quest’ultimo  ha voluto anche fare un omaggio a una terra che egli ama moltissimo: la Sicilia in cui ha avuto grande accoglienza, ed ha concluso lo spettacolo con una struggente ninna  nanna in dialetto siculo.

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